Avviato il primo impianto di trattamento biologico nitro-denitro del digestato da biogas a Nogarole Rocca (VR).
La progettazione di Eukrasia si è spinta nel trattamento biologico da digestato da biogas, particolarmente difficile da trattare, in quanto particolarmente povero di carbonio, ma ancora ricco di tutto il potere inquinante da nitrati dei reflui zootecnici.
Nella Provincia di Treviso si è completato il primo impianto di combustione di pollina in Italia. L'impianto produrrà acqua calda per il riscaldamento dell'allevamento e venderà al GSE energia elettrica per un valore pari a circa 1790000 kWh/anno (236kWe).
Lallaccio alla rete è prevista per la fine di Marzo 2012.
In funzione l'impianto di trattamento degli effluenti da produzione di biogas in provincia di Verona. L'impianto tratta gli effluenti derivati dalla produzione di energia elettrica con sistema di digestione anaerobica della potenza di 526 Kw/h alimentato a liquame, letame e insilati.
Riconusciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri all'azienda Eukrasia S.r.l. l'attestato di Innovatore Selezionato per le tecnologie sviluppate nel campo ambientale.
Avviato operativamente l'impianto per il trattamento del percolato della discarica Crazy Horse Landifill di Salinas (California). L'impianto tratterà il percolato fino alla fine del 2013.
Siglato accordo in provincia di Cuneo per la realizzazione di impianto di trattamento effluente proveniente da digestione anaerobica. L'impianto, posto a valle di un biogas della potenza elettrica di 2 MW, avrà il duplice scopo di ridurre il contenuto di Azoto in ottemperanza della Direttiva Nitrati e di ridurre consistentemente i volumi attraverso tecnologia di evaporazione.
EUKRASIA sarà presente alla FIERA SUINICOLA DI REGGIO EMILIA che si terrà nei giorni 14 - 15 - 16 aprile 2011 Ci vediamo al PADIGLIONE D STAND 611
Eukrasia ha acquisito due nuovi contratti per lo sviluppo delle autorizzazioni di impianti a biogas della potenza di 250 kW ciascuno in provincia di Pesaro-Urbino e Rimini.
Il “decreto rinnovabili” proposto dal Ministro Romani ha suscitato come sappiamo una vera e propria bufera tra gli operatori del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili in generale.
La redazione Nextville ( www.nextville.it ) sta cercando di diffondere un’iniziativa volta a contrastare con tutte le forze tale proposta, che rischierebbe di mettere in ginocchio un settore, quello delle energie rinnovabili, che da lavoro a migliaia di persone.
L'e-mail dovrebbe essere indirizzata ai seguenti indirizzi:
segreteria.presidente@governo.it, Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it, Saglia.segreteria@sviluppoeconomico.gov.it, Segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it, Ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it, segreteria.ministro@minambiente.it, atelli.massimiliano@minambiente.it, Lucarelli.paola@minambiente.it, Degiorgi.marco@miniambiente.it segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it
in cc andrebbe messo il seguente indirizzo:
info@sosrinnovabili.it
Ancora meglio, se si può, inviare anche dei fax ai seguenti numeri:
Presidenza del Consiglio dei Ministri: 06 67793067 Ministero dello Sviluppo economico: 06.47887964 Ministero dell'Ambiente: 0657288513 Ministero del Lavoro: 064821207
Oggetto della mail: Senza lavoro per decreto: 15.000 famiglie a rischio
Testo del messaggio da spedire o pubblicare:
On. Presidente del Consiglio dei Ministri On. Ministro dello Sviluppo Economico On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa. Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti. A dispetto di queste premesse, nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico. In queste condizioni un'industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta. Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo? Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili. La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione. Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell'incertezza."
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In risposta alla sospensione delle delibere AEEG sul TICA, fa seguito una comunicazione di Enel che porta qualche chiarezza su una materia che appariva ingestibile.
Ricordiamo che lo scorso 13 gennaio il Tar Lombardia, accogliendo il ricorso di diversi operatori del settore delle rinnovabili, aveva sospeso in via cautelare due importanti delibere Aeeg (ARG/elt 125/10 e ARG/elt 173/10). Al centro del contenzioso c'è soprattutto la delibera 125/10, che dal 4 agosto 2010 ha modificato in più punti il Testo integrato delle connessioni attive (TICA) , delibera ARG/elt 99/08 (si veda al riguardo la nostra recente news "Garanzie finanziarie, il TAR sospende delibere 125/10 e 173/10", nei Riferimenti).
Particolarmente contestati, da parte degli operatori, gli articoli che introducono l’obbligo per il richiedente di presentare al gestore di rete, all’atto dell’accettazione del preventivo e nel caso di richieste di connessione in linee o aree “critiche”, determinate garanzie finanziarie, sotto forma di depositi cauzionali o di fideiussioni bancarie. Il Tar Lombardia, rilevando in merito diversi " elementi di ambiguità ", ha deciso di sospendere, con effetto immediato e fino al 30 giugno 2011 (data della prossima udienza per il ricorso), l'efficacia delle due delibere impugnate. Si è posto quindi, fin da subito, il problema se la sospensione delle intere delibere - e non solo dei pochi articoli relativi alle garanzie - avrebbe comportato una conseguente sospensione anche dei tanti nuovi aspetti procedurali da esse introdotti configurando, in definitiva, un ritorno al vecchio TICA. Enel Spa , con una comunicazione sul proprio portale web, sembra scongiurare questa interpretazione.
Enel, infatti, riguardo alla delibera 125/10 ne circoscrive la sospensione limitatamente agli art. 32 e 33 dell’Allegato A e all’art.5 dell’Allegato B del TICA , che riguardano proprio il contestato obbligo di prestare garanzie finanziarie. Enel quindi rassicura gli operatori che "in considerazione di quanto sopra, (...) non dovranno pertanto al momento essere rese disponibili le garanzie finanziarie previste negli articoli sopracitati. Resta inteso che, qualora tali ordinanze venissero revocate con successivi provvedimenti giudiziari, riprenderanno ad avere efficacia le disposizioni regolamentari sopraddette con ogni conseguenza in merito all’obbligo di presentazione delle garanzie stesse".
Depositata in provincia di Mantova la domanda autorizzativa per impianto a biogas alimentato a fonti rinnovabili (reflui zootecnici e biomasse) della potenza elettrica di 635 KW. L’impianto si inserisce all’interno di una Azienda zootecnica e rappresenta il primo biogas da digestione anaerobica nel Comune di Mantova.
La Direttiva stabilisce le nuove disposizioni previste per la gestione dei rifiuti in Europa e, tra le altre cose, offre una definizione specifica della qualifica di sottoprodotto e i criteri identificativi per considerare un prodotto come rifiuto o meno.
Eukrasìa ha avviato in provincia di Verona presso l’azienda agricola dei fratelli Brutti il cantiere per la costruzione del primo impianto integrato su scala reale per la valorizzazione delle biomasse di origine zootecnica in accordo con il programma nazionale nitrati.
Giovedì 18 Novembre 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il "Quarto Correttivo", vale a dire il D.Lgs. di riforma della parte IV del D.Lgs. 152/2006, che recepisce ??in Italia l'ultima Direttiva Rifiuti (Dir. 2008/98/CE). In allegato un articolo a riguardo.
Eukrasìa, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 20 Ottobre 2010, si è dotata di un proprio Modello di Organizzazione e Gestione e ha approvato il Codice Etico. Per ogni ulteriore approfondimento consultare sul nostro sito la sezione relativa il D.LGS. 231/2001.
In attesa di ottenere l'autorizzazione dalla Giunta Regionale.
La proposta italiana per la deroga al limite dei 170 kg/ha di azoto previsto dalla Direttiva nitrati per le zone vulnerabili era stata presentata all’inizio dell’anno al Comitato nitrati, organo consultivo della Commissione dove ogni Stato membro è rappresentato e che in questo periodo avrebbe dovuto esprimersi votando sulla richiesta italiana. In realtà, per diverse motivazioni, il negoziato ha subìto un rallentamento.
Eukrasìa ha concluso nella provincia di Cuneo l’avviamento di due impianti di separazione liquido/solido con successivo trattamento di nitro-denitrificazione del liquame suinicolo. I due allevamenti, rispettivamente di circa 4600 (scrofe e suinetti) e 6000 (da ingrasso) capi totali, verranno monitorati per la verifica del corretto funzionamento degli impianti in essi installati.
Nuovo decreto correttivo al Testo Unico Ambientale, che apporta notevoli modifiche alle parti I (Disposizioni comuni e principi generali), II (VIA, VAS, IPPC) e V (Emissioni in atmosfera) del D. Lgs. 152/06.
Eukrasìa ha concluso la realizzazione di un impianto di trattamento/separazione del digestato in provincia di Cremona. L’impianto, installato in un allevamento suinicolo, tratta circa 90.000 m3/anno di liquame proveniente dal digestore anaerobico di un impianto a biogas.
Emanate le linee guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili.
Il progetto prevede la ristrutturazione e l'adeguamento di un impianto termico esistente autorizzato nella seconda metà degli anni ottanta ed alimentato a pollina avicola situato nella provincia di Treviso. L'intervento sarà effettuato all'interno di capannoni già esistenti senza alterare lo stato di fatto; l’impianto sarà in grado di produrre una potenza elettrica pari a ca. 200 kW che verrà ceduta totalmente in rete ed una potenza termica pari a ca. 1.000 kW, necessaria al riscaldamento dei capannoni avicoli dell’Azienda.
Il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di un impianto per la riduzione volumetrica del percolato da discarica RSU situata in provincia di Catania; l’impianto tratterà circa 35.000 m3/anno di percolato tal quale.
Eukrasìa ha concluso il revamping di un impianto di ossidazione biologica situato in un allevamento suinicolo a Verona attuando l’implementazione di un ciclo di nitro/denitrificazione; il liquame tal quale trattato è all’incirca di 22.000 t/anno.
Eukrasìa ha fornito 120 elementi evaporativi (brevetto Eukrasia), realizzati tramite macchinario di nostra progettazione, per l’impianto di depurazione delle acque reflue da industria tessile situato a Coimbatore in India.
Modifica dell'art. 185, co. 2 del T.U. ambientale, recante disposizioni in materia di energia, e vigente dal 19 agosto - anche "i materiali fecali e vegetali provenienti da sfalci e potature di manutenzione del verde pubblico e privato", possono essere sottoprodotti, quando gli stessi siano utilizzati nelle attività agricole, anche al di fuori del luogo di produzione, ovvero ceduti a terzi, o utilizzati in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia calore o biogas."
L'AEEG riformula il Testo Integrato delle Connessioni Attive istituito con la delibera ARG/elt 99/08, ridefinendo le modalità procedurali e le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione.
Il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biogas) della capacità di 500 kW con trattamento del digestato tramite processo di nitro/denitrificazione biologica per la riduzione del tenore di azoto; l’impianto sarà situato in un allevamento suinicolo in provincia di Verona.
Eukrasìa ha concluso il revamping di un impianto di evaporazione situato in un allevamento suinicolo nella provincia di Perugia attuando la fornitura e l'installazione di dieci elementi evaporativi in rete HDPE (brevetto Eukrasìa).
Eukrasìa ha concluso nella provincia di Cuneo l’avviamento di un impianto di separazione liquido/solido con successivo trattamento di nitro-denitrificazione del liquame suinicolo. L' allevamento di circa 9000 suini da ingrasso verrà monitorato per la verifica del corretto funzionamento degli impianto in esso installato.